Crave, intervista doppia a Leda Kreider regista e interprete e allo scenografo Paolo Di Benedetto

Al Teatro delle Passioni di Modena, la drammaturgia di Sarah Kane torna a farsi materia viva grazie a una produzione targata ERT – Emilia Romagna Teatro. Al centro del progetto troviamo Leda Kreider, attrice italo-americana che si misura con una sfida totale: dirigere e interpretare un’opera ispirata a Febbre (Crave), un canto polifonico di amore, desiderio e perdita.

Come la poesia diventa spazio?

In questo spettacolo, la Kreider non si limita a interpretare: si fa veicolo di un testo viscerale, sostenuta da un apparato scenico che deve farsi carne insieme all’attrice. Ma come si progetta il vuoto? Come si dà forma architettonica alla disperazione e alla bellezza folgorante della Kane?

Per rispondere a queste domande, Avanscena ha incontrato la regista e interpre e lo scenografo. In questa doppia intervista, indaghiamo processo creativo a, analizzando le scelte estetiche, l’uso dei materiali e la costruzione di quella macchina scenica che permette alla parola della Kane di farsi immagine, prima ancora che suono.

 

Lo scenografo Paolo di Benedetto descrive il progetto scenografico
L’ipotesi scenica per Crave prende forma dalla necessità profonda di tradurre visivamente uno spazio mentale, un luogo astratto e non contestualizzato dove il flusso emotivo delle voci possa muoversi in totale libertà. Invece di assecondare passivamente la cupa oscurità e la violenza verbale che attraversano il testo di Sarah Kane, abbiamo scelto di percorrere una direzione opposta, quasi di contrasto: un’estetica virata verso una leggerezza estrema, fatta di aria, luce e pura astrazione.
Il cuore pulsante del progetto risiede nel dialogo ideale con l’opera dell’artista Millicent Young, in particolare con le sue installazioni della serie Luminous Room. Seguendo questa suggestione, lo spazio scenico viene abitato da strutture modulari composte da lunghi filamenti di tessuto che scendono con eleganza dalla graticcia fino a toccare il palco. Si viene così a creare una vera e propria selva di linee verticali che, pur occupando l’intero volume scenico, mantengono una qualità aerea e quasi impalpabile. È una delicatezza che non intende negare il dramma, ma sceglie piuttosto di accoglierlo in un ambiente dove il contesto quotidiano sparisce, lasciando campo libero a un’emozione pura e meno mediata dall’intelletto.
Mentre la parola della Kane “squarcia” zone d’ombra con la sua crudezza, la scena risponde con una tonalità dominante di bianco assoluto e una luminosità diffusa che avvolge tutto. L’attrice in scena, Leda Kreider, non si limita a recitare, ma “abita” e attraversa fisicamente questi filamenti, modificandone le forme con il proprio movimento e rendendo il materiale scenico “vivo” e pulsante.
La superficie di questi filamenti, a seconda dello spessore e del movimento, si trasforma inoltre in un supporto etereo per proiezioni video sfumate e distorte, curate da Raffaella Rivi. Questo sdoppiamento virtuale diventa uno strumento fondamentale per dare corpo alle diverse voci che compongono il testo, creando riverberi visivi capaci di colmare la distanza tra le diverse lingue e le personalità in gioco. Insieme alla partitura musicale e al violino di Virginia Sutera in un ambiente sonoro curato da Gianluca Agostini, la scenografia finisce per configurarsi come una vera e propria “quinta voce” onirica. Non è un limite fisico, ma un varco che permette alla tragedia di vibrare in uno spazio sospeso, invitando lo spettatore a un ascolto più intimo e profondo dei temi del desiderio e della morte.

Crave
 
Testo di Sarah Kane
traduzione Barbara Nativi
regia e interpretazione Leda Kreider

assistente alla regia Antonio Perretta
scene Paolo di Benedetto
progetto sonoro Gianluca Agostini
musiche composte ed eseguite al violino Virginia Sutera
visual Raffaella Rivi
luci Lorenzo Maugeri
direttrice di scena e macchinista Eugenia Carro
tecnico video Pietro Tirella
produzione Emilia Romagna Teatro ERT / Teatro Nazionale, TrentoSpettacoli

progetto selezionato nell’ambito del bando Maturazione 2024, parte dell’Accordo di Programma tra Regione Veneto e Teatro Stabile del Veneto per la realizzazione del Progetto Te.S.eO. Veneto – Teatro Scuola e Occupazione (DGR n.1646 del 19 dicembre 2022)

Intervista a cura di Roberta Gaion 

Leda Kreider 

si ringrazia Raffella Rivi sito: https://www.raffaellarivi.net/video-scenografie/

Paolo di Benedetto sito: https://paolodibenedetto.com/

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