Per Archivio Attivo e nell’ambito del progetto Linguaggi Inclusivi per il teatro, Avanscena propone un’intervista a Riccardo Levorato: musicista e ingegnere, diplomato in pianoforte al Conservatorio Benedetto Marcello e dottore di ricerca in Ingegneria Informatica all’Università di Padova. Con il progetto Lyri, Levorato sperimenta nuove tecnologie per rendere gli spettacoli dal vivo accessibili a pubblici con esigenze differenti, unendo innovazione e inclusione.
Potete raccontarci come e quando è nata la vostra società?
Lyri – www.lyri.it – è stata ideata da Riccardo Levorato nel 2014 coniugando due
discipline: musica e tecnologia. Nasce poi nel concreto nel 2015, con l’entrata in
scena di Alberto Sbeghen e Daniele Alberton, altri due ingegneri informatici.
L’attività viene da subito distribuita in tre parti: creazione dei contenuti,
progettazione della infrastruttura (server e rete Wi-Fi) e sviluppo della app per i
diversi store. Negli anni l’attività poi si evolverà con l’obiettivo di creare soluzioni
inclusive per la cultura e di rendere sempre più accessibile la fruizione di spettacoli
dal vivo attraverso tecnologie innovative in multilingua per la sopratitolazione, la
sottotitolazione e l’audiodescrizione in tempo reale.
Quali sono le caratteristiche che vi differenziano dai vostri competitor?
Lyri si distingue perché, oltre ai contenuti e alla tecnologia, offre un sistema
completo che integra entrambe le componenti: dalla creazione e adattamento dei
contenuti fino alla loro distribuzione tramite strumenti innovativi – come la nostra
app dedicata e le soluzioni per dispositivi indossabili. Questo ci permette di seguire
l’intero processo, garantendo coerenza, qualità e una fruizione accessibile in tempo
reale.
E nello specifico quali sono le tecnologie fornite e i servizi?
Lyri sviluppa sistemi di sopratitolazione, sottotitolazione e audiodescrizione in tempo
reale per gli spettacoli dal vivo, con applicazioni su dispositivi mobili, smart glasses
e schermi in sala. I servizi includono:
● Scheda semplificata: contenuto testuale comprendente le informazioni
principali dello spettacolo come il riassunto della trama, redatto con un
linguaggio chiaro ed essenziale, pensato per favorire la comprensione
immediata.
● Audiointroduzione: contenuto audio di massimo 2 minuti che viene diffuso in
sala prima dell’inizio dello spettacolo e che fornisce al pubblico informazioni
fondamentali dell’evento (es. titolo, durata, regia, personaggi, descrizione
della prima scena se già visibile, ecc.)
● Audiodescrizione: contenuti audio speakerati live o preregistrati che vengono
sincronizzati in tempo reale e che descrivono azioni, gesti, scenografie e
costumi, rendendo percepibili anche gli aspetti visivi della scena.
● Sopratitoli standard: con videoproiettore su pannello/schermo nero o su led
wall, in una o più lingue.
● Sottotitoli su smart device: smartphone, tablet e smart glasses, con
sincronizzazione in tempo reale dei testi in multilingua, consultazione della
trama anch’essa sincronizzata e del programma di sala con possibilità di
visualizzare sponsor a tutto schermo durante gli intervalli. Tutto tramite l’app
gratuita Lyri Live per Android e iOS.
● Sottotitoli su video in streaming live:
○ con testi sovraimpressi nel video (open captions);
○ senza sovraimpressione, gestibili quindi dall’utente con
attivazione/disattivazione e cambio lingua (live multilingual closed
subtitles).
● Sottotitoli su video in post-produzione: tramite fornitura di file contenenti i
testi con i timecode, uno per ogni lingua disponibile.
Quali sono i vostri clienti principali?
I nostri clienti principali sono teatri, fondazioni liriche, festival e istituzioni culturali
che desiderano ampliare il proprio pubblico offrendo strumenti di accessibilità e
inclusione.
Tra le collaborazioni realizzate, ne elenchiamo qui di seguito alcune.
Per la lirica: Teatro San Carlo di Napoli, Teatro dell’Opera di Roma, Teatro Comunale
di Bologna, Fondazione Arena di Verona, Rossini Opera Festival, Festival Verdi di
Parma, Circuito OperaLombardia, Opera Vision – Opera Europa, Teatro Del Giglio di
Lucca, Teatro Alighieri di Ravenna.
Per la prosa: Teatro Stabile del Veneto, Piccolo Teatro di Milano, Teatro Stabile di
Torino.
Che risposta avete ricevuto come richieste di aggiornamento?
Le richieste riguardano soprattutto l’integrazione delle nuove tecnologie indossabili,
una maggiore personalizzazione dell’esperienza del pubblico e l’automazione dei
processi di sincronizzazione. Sempre più clienti chiedono di poter offrire servizi
accessibili non solo per singoli spettacoli, ma in modo strutturato lungo l’intera
stagione con un’ottica di public engagement.
Qual è la vostra metodologia di lavoro?
Partiamo da un’analisi accurata delle esigenze del teatro e dello spettacolo, per poi
progettare una soluzione su misura. Crediamo in una collaborazione costante con gli
artisti e le istituzioni, per garantire un risultato coerente con l’impianto scenico e
registico.
Quali sono le fasi del vostro lavoro?
1. Analisi dei materiali di partenza (copioni, libretti, traduzioni, audio e video di
riferimento).
2. Preparazione e adattamento dei sopratitoli e/o sottotitoli e di audiointroduzione e audiodescrizione.
3. Test tecnico e sincronizzazione in studio e dal vivo.
4. Esecuzione dal vivo con supervisione tecnica e artistica.
5. Feedback e ottimizzazione per le repliche future.
A quali persone/competenze fate riferimento per rispondere alle richieste dei vostri clienti?
Collaboriamo prevalentemente con musicisti, traduttori e professionisti della
creazione dei contenuti accessibili per gli spettacoli dal vivo. Siamo partner
tecnologici di PiùCulturaAccessibile che ci fa da garante per quanto riguarda i
contenuti che creiamo. Lo sviluppo della parte informatica è sviluppato interamente
da noi.
Avete relazione con il regista, con la compagnia? In quanto tempo riuscite a
realizzare la richiesta?
Sì, instauriamo un dialogo diretto con registi, aiuto registi, drammaturghi e
compagnie per rispettare sempre e comunque la linea artistica. I tempi dipendono
dal progetto: in media possiamo realizzare un sistema completo in poche settimane
e a volte anche in pochi giorni, riuscendo a parallelizzare il processo di creazione dei
contenuti. Se i contenuti sono già presenti nel nostro archivio possiamo fornire il
servizio anche il giorno stesso della richiesta, come a volte ci è capitato, sfruttando
la possibilità di fornire tutto il materiale necessario direttamente da remoto.
Avete un progetto standard da proporre ai teatri?
Certamente! Proponiamo un modello standard di servizi accessibili che è il modello
che viene usato al Globe Theater di Londra e che in Italia viene promosso da
PiùCulturaAccessibile. Proponiamo anche soluzioni flessibili e modulari per dare i
tempi tecnici per poter arrivare al modello completo per passi. Ogni teatro ha
caratteristiche e necessità uniche: offriamo quindi una base tecnologica e
contenutistica consolidata, personalizzata in base al contesto.
TRADUZIONE O INTERPRETAZIONE
La concezione del vostro lavoro considera una lettura interpretativa o il più
possibile oggettiva?
Il nostro approccio è prettamente oggettivo e privilegia la fedeltà al testo e alle
scelte registiche, con attenzione al ritmo e alla fruibilità: i sottotitoli devono essere
comprensibili, leggibili e coerenti con la scena, mentre l’audiodescrizione è discreta
e si inserisce solo nei tempi di silenzio, rispettando sempre il parlato o il cantato.
Lo considerate un lavoro autoriale/artistico? Se sì ci raccontate un’esperienza in
particolare?
Sicuramente c’è una componente autoriale perché non si tratta di una semplice
segmentazione meccanica del testo o di una traduzione letterale. Ad esempio,
spesso durante le produzioni liriche e di prosa, conciliamo fedeltà testuale ed
esigenze di leggibilità e comprensione, per permettere al pubblico di seguire il testo
senza perdere l’impatto emotivo dello spettacolo. L’audiodescrizione invece non ha
un testo di partenza ma viene creata ex novo e quindi è di fatto un lavoro autoriale.
È considerabile un lavoro artistico solo nel caso in cui l’accessibilità venga concepita
in fase di creazione dello spettacolo da parte del regista e venga usata per fini
artistici, in altri casi rimane un supporto autoriale ma sempre oggettivo.
Ad oggi non ci è ancora accaduto di contribuire in termini artistici ad uno spettacolo
ma nell’ottica contemporanea di una società sempre più inclusiva potrebbe accadere
presto e perché no, diventare sempre di più una prassi.


