Intervista a Sergio Manfio

Sergio Manfio è autore, regista e attore, nonché direttore artistico della Compagnia degli Alcuni, realtà teatrale e cinematografica con sede a Treviso. Attiva da oltre trent’anni, la Compagnia si distingue per il suo impegno nella produzione di spettacoli, film d’animazione e progetti culturali rivolti all’infanzia e ai giovani. Con uno stile originale, ironico e pedagogico, il lavoro di Manfio e della Compagnia coniuga creatività, educazione e attenzione alle tematiche sociali, promuovendo l’arte come strumento di partecipazione e crescita.

L’intervista qui presentata, per il progetto Archivio Attivo di Avanscena (avviato nel 2012), si inserisce in una metodologia che considera la testimonianza diretta come strumento di indagine storica e critica. Non si tratta di un materiale puramente documentario, ma di una fonte che, attraverso la riflessione del protagonista, contribuisce a interrogare le dinamiche di trasmissione e trasformazione del sapere scenico.

Qual è la domanda che guida la vostra ricerca artistica in questo momento?

Il valore pedagogico del teatro, nel nostro caso la coniugazione multimediale della comunicazione.

Qual è l’ultima produzione che avete vissuto come particolarmente significativa? Perché? Da quale esigenza sono nati gli elementi scenografici (scene, luci, costumi, attrezzeria, ecc.) e in che modo hanno contribuito al valore complessivo del lavoro?

C’è una via comune che unisce tutte le nostre produzioni; quindi, l’ultima non è altro che il proseguo di un filo rosso che collega il nostro lavoro. Lavoriamo in modo particolare sul coinvolgimento e la partecipazione diretta del pubblico, per questo motivo cerchiamo di evitare tutto ciò che può distogliere da questo rapporto diretto tra attore e bambin*.

C’è stata un’esperienza formativa o un incontro che ha segnato in modo profondo il vostro percorso creativo e professionale?

Quando il nostro direttore artistico ha insegnato presso la facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Padova. In quell’occasione il nostro teatro ha incontrato in modo diretto il lavoro di ricerca ottenendo dei buoni risultati. Produzione e Ricerca non hanno in genere un rapporto molto facile, hanno soprattutto tempi diversi.

Quali sono gli strumenti fondamentali del vostro mestiere? Quali vi accompagnano in ogni progetto?

La ricerca di coniugare forma, significato e funzione nel tentativo di costruire un livello di comunicazione credibile.

Avete sviluppato una metodologia di lavoro personale? Se sì, potete raccontarcela?

L’osservazione precisa e puntigliosa delle reazioni messe in atto dal pubblico. Successiva analisi di queste reazioni e lavoro continuo di aggiornamento della rappresentazione in modo da essere sempre puntuali sulle istanze, sulle “pretese”, sulle risposte che i bambini richiedono.

Secondo la vostra esperienza, in che modo le arti sceniche rispondono oggi ai bisogni dell’essere umano contemporaneo? Cosa cerca lo spettatore di oggi?

Bisogna distinguere il target, noi ci rivolgiamo a* bambin* nei confronti dei quali abbiamo delle responsabilità educative irrinunciabili in quanto ogni attività educativa si fonda su una dimensione comunicativa, così come ogni attività di comunicazione possiede una dimensione educativa.

Quali sono, secondo voi, le sfide e le potenzialità del vostro lavoro nel prossimo futuro?

Trovare sinergie con TUTTE le “istituzioni” che intervengono nell’attività formativa de* ragazz*.

C’è un’immagine, un gesto o una parola che per voi è diventata una chiave nel vostro modo di lavorare?

Le giovani generazioni sono il nostro futuro, ma noi siamo il loro presente!

Sergio Manfio

Direttore Creativo

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